"Questa non è la destra, questo è il manganello. Gli italiani non sanno andare a destra senza finire nel manganello." (Indro Montanelli)
Per capire l’esito delle recenti elezioni, ho provato ad affidarmi ai numeri. Fin da subito, però, mi sono reso conto che non si trattava dell'esercizio adatto per comprendere le scelte elettorali degli italiani. Anche se sono saltate fuori alcune curiosità inaspettate.
Insomma, è inutile razionalizzare un rapporto, quello tra politico ed elettore, che si fa sempre più emotivo. Questo tipo di rapporto, l’ha spiegato benissimo Luttazzi nel suo ultimo libro, e prima di lui l’avevano capito gli strateghi della destra americana.
Così, mi sono limitato a sgranare le percentuali delle ultime votazioni in Piemonte, tenendo d'occhio soprattutto l’area nord-orientale della regione. Quella zona che mi illudo di conoscere di più. Ecco cosa è saltato fuori.
Così, mi sono limitato a sgranare le percentuali delle ultime votazioni in Piemonte, tenendo d'occhio soprattutto l’area nord-orientale della regione. Quella zona che mi illudo di conoscere di più. Ecco cosa è saltato fuori.
Si sa, in Piemonte ha vinto, seppur di poco, la lista a sostegno di Roberto Cota. L’unica circoscrizione piemontese a contraddire l’esito regionale è stata proprio quella di Torino: qui, infatti, l'ha spuntata la lista “Uniti per Bresso” col 51,79% dei voti. E il Partito Democratico è risultato il partito più votato, con 234.382 preferenze.
Sempre nella circoscrizione torinese una lista su tutte ha attirato la mia curiosità: si tratta della lista “Forza Toro”. Quando si dice che calcio e politica sono due cose separate. “Forza Toro” (0,36% di voti) era inserita nella coalizione “Alternativa per il Piemonte” di Renzo Rabellino.
Rabellino è noto per la paraculaggine con cui crea le cosiddette “liste civetta”, cioè liste create ad hoc con nomi e simboli simili ad altri già esistenti, tali da generare confusione nell’elettore e sgraffignargli il voto. In “Alternativa per il Piemonte”, oltre a “Forza Toro”, erano riunite "Nadia Cota-Liberali" (che con Roberto Cota non c’entrava nulla), "No Nucleare No Tav", “Grilli Parlanti” (niente a che vedere con il Movimento di Beppe Grillo), "Il Centro-Udeur", "Lega Padana", "Alleanza per Torino" e altre.
A proposito di Grillo, il suo Movimento 5 Stelle (1,77% di voti in Italia, 4,1% in Piemonte) ha ottenuto un successo notevole in Val di Susa, raccogliendo il 10,82% di preferenze ad Avigliana, il 14,57% a Susa e addirittura il 28,15 a Bussoleno. Si tratta dei tre centri principali della Valle che, come sappiamo, si è ribellata alla costruzione della Tav. Ebbene, il partito di Beppe Grillo si è detto da subito contrario a questo progetto ed è stato l’unico partito a sostenere i valsusini nella loro battaglia. Quindi, il successo del Movimento 5 Stelle non deve sorprendere.
Per avvicinarmi a casa, mi ha sorpreso il primato che Vercelli ha decretato al Partito delle Libertà (1°partito nella circoscrizione, col 25,14%, e primo partito cittadino con il 29% dei voti). Risultato sorprendente (ma a ben vedere, neanche più di tanto) poiché a Vercelli, il Pdl era il partito del mazzettaro Masoero, arrestato per concussione e costretto alle dimissioni. O i Vercellesi sono poco, e male, informati; oppure non importa molto se un politico si rivela disonesto e ipocrita (aveva promesso una campagna elettorale “francescana”, salvo poi taglieggiare un imprenditore per raccogliere i dané).
Ma il numero più sorprendente di queste elezioni è uscito dalle urne di Vicolungo, paese ora noto soprattutto per la presenza di un Outlet che nel weekend attira le macchine come un alveare le api. A Vidlung, il 52,50% dei voti sono andati al Popolo della Libertà. Percentuale che non si è registrata neanche ad Arcore, né a Cologno Monzese. Anche per Vicolungo: o non è arrivata notizia degli scandali escort e minorenni, del processo Mills, né della recente indagine di Trani; o si tratta di elettori con i paraocchi.
A Novara, altro plebiscito (in questo caso prevedibile, visto che giocava in casa) per l’attuale sindaco Massimo Giordano, in lista a sostegno di Cota: per lui, 5.481 preferenze. Anche se a Novara, stranamente la Lega Nord è stato il terzo partito più votato, dietro al Pdl (25,92%) e, addirittura, al Pd (23%).
Andiamo un po’ più a Nord. Ad Arona, sul Lago Maggiore (70,03 % di votanti), ha vinto a man bassa il Popolo della Libertà (32% di preferenze). Nella lista vincitrice, gioco facile ha avuto Luca Giuseppe Caramella. Ex assessore al Comune di Arona (me lo ricordo durante il servizio civile, anche se, allora, non mi era chiaro il suo incarico), Caramella ha ricevuto più voti di tutti, esattamente 590.
Spostiamoci ancora un po’ più in su. A Domodossola, così a Nord, non poteva che vincere la Lega, primo partito cittadino col 27,61 % di voti.
Tra i simboli strani ed equivoci presenti sulle schede, gli elettori piemontesi avranno notato, tra i partiti a sostegno di Roberto Cota, il curioso orsacchiotto, marrone su sfondo azzurro, dei Verdi-Verdi-Cota. Cioè, un partito più verde dei Verdi? Non si sa, ma sta di fatto che a Biella, per esempio, questa lista ha ottenuto più voti dei Verdi (2,63% contro lo 0,37). Ma anche più di Rifondazione Comunista, dei Radicali, del Nuovo PSI e di Sinistra-Ecologia e Libertà.
Infine, permettetemi una curiosità extra-regionale. A Bocchigliero, comune di 1700 abitanti in provincia di Cosenza, ha votato solo il 2.85% degli elettori. Una scelta consapevole, di protesta, poiché gli abitanti di questo piccolo centro calabrese si sentono da troppi anni abbandonati dallo Stato. Giusta o no, si tratta senz’altro di una scelta significativa che deve far riflettere anche noi piemuntèis.

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