martedì 3 gennaio 2012

L'Italia, Cameri e gli F-35 - Parte 3a

Continua dalle precedenti Parte 2 e Parte 1.


AGGIORNAMENTO 14/02/2012
In questi giorni il programma JSF è stato riesaminato dalla Difesa e, per ora, è stato confermato. Tuttavia, sempre per il momento, sono previsti notevoli tagli: dai 30 ai 40 caccia in meno secondo l'attuale Ministro della Difesa. Ad maiora!

Non si chiedeva tanto, soltanto di discuterne e informare i cittadini. Negli ultimi tempi le  nostre preghiere pare siano state ascoltate, poiché anche i quotidiani e i notiziari nazionali hanno cominciato a sollevare il problema degli aerei da combattimento F-35. Il problema principale è rappresentato dal loro costo, sempre più esagerato in un periodo di magra come questo. Mentre prima, più o meno tutte le forze politiche tacevano, ora "si allarga il fronte politico a sostegno della riduzione delle spese militari. Da Idv a Pd, dai Verdi a Fli, un coro dicritiche si è abbattuto sull'acquisto di 131 caccia F-35".

Di Paola, l'attuale Ministro della Difesa, promette che il programma F-35 JSF "sarà analizzato e rivisto dalla Difesa al pari degli altri programmi, nel contesto della rimodulazione complessiva dello strumento militare italiano". Ma ''se abbiamo bisogno della Difesa, se le forze armate devono esistere, devono anche avere delle capacita' operative qualificate e all'altezza del ruolo'' del Paese.

Quindi ,il Ministro va con i piedi di piombo.
D'altronde, si tratta dello stesso Giampaolo Di Paola che nel 2002, in qualità di Capo di Stato Maggiore, firmò un Memorandum of Understanding con la Difesa statunitense per l'acquisto dei 131 aerei.

Cerchiamo di compilare un breve resoconto della situazione degli F-35 negli ultimi sei mesi.


Nel mese di giugno 2011 il Pentagono stima che l'operazione F-35 possa arrivare a costare  1 trilione di dollari. Negli Usa si discute, quindi, se sia il caso di acquistare 2400 esemplari di F-35, al costo di circa 133 milioni l'uno, visto che anche la loro manutenzione sarà più costosa di quella dei vecchi jet. Intanto, nuovi ritardi nel programma obbligano l'esercito americano ad acquistare versioni aggiornate di vecchi aerei.


In agosto il Dipartimento della Difesa americano sospende i test di volo e atterraggio di 20 aerei per un problema all' "integrated power package, a turbo-machine that starts the engine and cools the plane".

A settembre, il repubblicano John McCain, in seguito all'ennesimo ritardo al programma JSF, sostiene che, nonostante siano stati già spesi 56 miliardi di dollari, l'F-35 non si è  dimostrato affidabile. Qualche mese prima aveva definito "oltraggioso" il fatto che soltanto i primi 28 esemplari prodotti di F-35 fossero fuori budget di 771 milioni.

 
Alla fine di novembre emerge un report interno sugli F-35, preparato da alcuni specialisti di armamenti per conto del Pentagono. Un report utile per capire quanti aerei acquistare, e se è ancora il caso di acquistarli. Nel report si parla di "technological and performance problems", che non si sa se superabili o no. Tra le questioni critiche c'è un inaspettato problema di vibrazioni e un problema a un importante componente elettrico. Il team di specialisti ha infine lamentato un "unsatisfactory progress” nel processo di sviluppo e collaudo degli F-35 in quasi tutti i compiti per i quali sono stati progettati.

Malgrado i costi e i problemi, e malgrado diversi partner (come Australia, Turchia, Danimarca e Olanda) stiano discutendo sull'acquisto degli F-35, a dicembre il Ministro della Difesa giapponese, Yasuo Ichikawa, annuncia che il Giappone acquisterà 42 esemplari, per una spesia superiore a 7 miliardi di dollari. 
Secondo alcuni, a pesare sulla decisione del Giappone è la necessità di stringere i rapporti con gli USA, viste le preoccupazioni circa la crescita militare cinese e la morte del leader Nordcoreano. Entrambi eventi che fanno aumentare le incertezze nella regione.

Nonostante le incertezze, anche il Canada sembra essersi convinto ad acquistare 65 esemplari di F-35, stimando di dover pagare circa 75 milioni di dollari per ogni aereo. 

Infine, torniamo all'Italia di questi giorni. Con la crisi che preme, si inizia finalmente a discutere dell'eventualità di poter annullare l'acquisto dei 131 caccia (eventualità ancora lontana, come detto, ma che non costerebbe alcuna penale al nostro paese).
Discussioni parlamentari, servizi sui telegiornali e sulle testate nazionali fanno comunque ben sperare.

Tra l'altro, il sito Altreconomia riporta i risultati di uno studio dell’ufficio di analisi economiche del parlamento canadese. Secondo questo studio, tra manutenzione e gestione,
nell’arco di vita ogni F-35 costerebbe 450 milioni di dollari. Che moltiplicato per il numero di aerei che l’Italia vorrebbe acquistare fa circa 60 miliardi di dollari, ovvero 45 miliardi di euro.

Quanto a Cameri, la costruzione della line di assemblaggio degli F-35 italiani è  iniziata da mesi.  Secondo le parti sociali, i posti di lavoro creati a Cameri sarebbero soltanto 200, mentre il Ministero della Difesa ne conta 600. Comunque sia, si tratta di cifre nettamente inferiori rispetto ai 10 mila posti complessivi sbandierati ancora di recente da Cota.
Nell’ultimo Consiglio comunale di Novara, inoltre, è passata lo scorso dicembre  la mozione presentata da Pd e Sel contro la fabbricazione degli F-35 nella base di Cameri.
Dunque, anche il Comune di Novara è
contrario al progetto F-35.

2 commenti:

  1. si si, contrario il comune di Novara
    questa cazzate sono quelle che si lasciano trapelare per distrarvi, la realtà è che tutto andrà avanti come previsto....

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  2. Io ho ripreso una notizia riguardate il Consiglio Comunale di Novara. Ma se hai altre fonti, e se sei tra quelli che non si fanno distrarre, ti invito a dirmi altro sul progetto.

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